24 ottobre 2008

Odyssée Parisienne - Parte 1

"c'est pas bon".
Inizia tutto da lì. Anzi no... inizia tutto un paio di giorni prima in quella dannata stazione della metropolitana parigina.
Champs Elysées, ore 18: stiamo tornando in albergo dopo una giornata stupenda e siamo come al solito pigiati nei vagoni della Linea 1. Incredibile come i francesi utilizzino la metropolitana: per loro è sufficiente entrare nella vettura e piazzarsi davanti alla porta, non pensando minimamente a defluire all'interno della carrozza per lasciare spazio agli altri passeggeri; quando guardate un treno nella metropolitana di Parigi, fateci caso, vedrete mezza dozzina di persone pressate vicino alla porta e il resto del vagone completamente vuoto!
In queste condizioni la zingarella scippatrice ha vita facile, gioca in casa, è nel suo habitat naturale; quando poi sono in due e fanno gioco di squadra, risultano praticamente imbattibili, riuscendo a sfilare portafogli con scatto felino ed abile mossa [cit. Lady Oscar, che era francese, per l'appunto].
Il mio, nel caso in questione.
La dinamica è la seguente: le due ti girano attorno aspettando il momento propizio, poi una ti si mette davanti e aspetta che tu debba scendere; è una cosa normale, perché il parigino medio ti si mette SEMPRE davanti, come ho già detto non concepisce altro posto che non sia accanto all'uscita, quindi dopo un po' non ci fai più caso...
Quella davanti a te aspetta l'apertura delle porte, esce, si blocca di colpo e ti viene addosso, fingendo di urtarti involontariamente, l'altra approfitta dell'istante dell'urto per infilare la manina dove non deve. E non importa se sia tasca, borsello, marsupio o cassaforte portatile: la manina guizza è il portafoglio è suo, in un battito di ciglia. E non importa nemmeno se te ne accorgi o se le vedi in faccia, le due scappano in direzioni separate, sgusciando tra la folla e tu ti ritrovi in mezzo ad un gruppo di parigini che è SEMPRE in mezzo alle scatole e che non si sposterà MAI perché è abituato a stare lì davanti ed è refrattario agli urti. Anche ai miei, da 100 chili a botta.
Francesina uno, bionda e minuta, una bambolina, sfugge nella carozza successiva, proprio nell'istante in cui le porte si chiudono; francesina due, mora con occhi scuri e cappello da pittrice è semplicemente sparita nei meandri della stazione... siamo in cinque, ma le abbiamo perse.
Porca paletta! I soldi sono nascosti altrove, ma nel portafoglio ho i documenti, senza i quali non posso prendere l'aereo di ritorno!
Prima tappa: Gendarmerie.
Ora... io non voglio far polemica su questo tipo di cose, perché so che sarebbe sterile, ma per Crom e per il Segreto dell'Acciaio, questa sarebbe l'efficientissima polizia parigina?!? Queste sarebbero gli impeccabili vigilanti da cui le nostre tanto bistrattate forze dell'ordine dovrebbero prendere esempio?!?
In due ore e mezza riescono a stilare un verbale in quadruplice copia lungo sessantamila pagine per dire quattrconeto volte quello che mi è stato rubato; per otto volte ripeto il mio indirizzo e per otto volte viene scritto sbagliato; alla nona volta glielo scrivo io e loro lo ricopiano sbagliando! Per i parigini è impossibile che esista un paese in provincia di Milano: o sono di Milano città o niente! E non sto sporgendo denuncia in una sperduta stazione di polizia in una banlieue dimenticata da Carla Bruni, sono all' Elysée, il Quirinale francese!
Dopo tutta la procedura, che richiede tre agenti diversi, domando per l'ennesima volta se la denuncia può sostituire il documento d'imbarco, e per l'ennesima volta mi viene detto di sì, che succede un sacco di volte e che tutti i turisti risolvono in questo modo.
Tutto sommato sono gentili, disorganizatissimi ma gentili, e mi chiedono se ho tempo di fornire un identikit delle ladruncole e di controllare le immagini schedate per vedere se le riconosco; ovviamente accetto con entusiasmo.
Peccato che per questa procedura debba andare ad un altro posto di polizia, ovviamente ben distante. Non appena usciamo dal commissariato chiedo per l'enne-più-un-esima volta se la denuncia che ho è utilizzabile come documento d'imbarco e altrettanto ovviamente mi sento rispondere in tono enfatico che "no! absoluement!", pertanto vengo riaccompagnato nell'ufficio, dove poi faccio un altro verbale, grande come una cartolina, che dovrebbe sistemare tutto.
Comincio a sudare freddo.
L'altro commissariato è ugualmente disorganizzato, e aspetto l'addetta di turno accanto ad un tizio ammanettato e a cui vengono perquisiti i bagagli con guanti sterili. Ad intervalli casuali arriva un impiegato che mi chiede chi sono e poi se ne va; dev'essere un gioco parigino, una cosa tipo il bowling. Io sono il birillo.
Finalmente arriviamo all'identificazione: devo inserire tutti i dati che conosco delle persone sospette, aspetto fisico, abbigliamento, età e altezza in centimetri. Faccio notare che non avevo un righello, né ho controllato il loro certificato di nascita, ma l'addetta mi spiega che serve un numero preciso: non va bene "tra 1,50 e 1,60", né "tra 12 e 15 anni", devo SAPERE quanto sono alte e vecchie. Colpa mia, dovevo portare il righello.
Facciamo una ventina di prove permutando varie età e altezze, ma non concludiamo nulla: senonché la meticcia e bellissima poliziotta che sta assistendo alla procedura se ne esce con: "si, ma lo sappiamo chi sono" (me le descrive sommariamente) "anzi, se torna sulla stessa linea della metropolitana è molto facile che lei le ritrovi".
...
Cioé, devo ritrovarle IO?!? E me lo dici dopo mezz'ora che le conosci già?!?

E' notte ormai, e ho finito tutta la trafila: ho in mano una denuncia lunga quanto Anna Karenina e in fogli di formato differente; è stata lunghissima e ho una gran fame. Gli amici mi aspettano sul selciato; non vedo l'ora di lasciarmi alle spalle la disavventura e di godermi la vacanza.

Era solo l'inizio.
Non sapevo ancora cosa mi aspettava...

1-Continua...
[clicca qui per la seconda parte]

2 commenti:

Colei che... ha detto...

Ciao Anto, mi dispiace per la tua disavventura... ma attendo la seconda parte del racconto! ;)

calendula / trattalia ha detto...

hai hai... mi sa che la seconda parte e ancora peggio... che rottura, quando sono stata a Parigi, il mio compagno ha sempre tenuto i soldi all'interno più interno dello zaino che però teneva al contrario..sul davanti... non ci è capitato nulla del genere...ma pensa che un mese dopo che eravamo andati noi alla fermata del Trocadero dove abitualmente scendevamo per andare ai campi di Marzo hanno accoltellato a morte un turista italiano per prendergli il portafogli.... cazzo mi sono venuti i birvidi quando l'ho letto...